L’importanza delle piante selvatiche

Accanto alle coltivazioni e alle produzioni locali, in Swaziland si usano molto  le piante selvatiche, base dell’alimentazione tipica: sono l’imbuhya, l’inkhaka e la ligusha e  si raccolgono al di là dei piccoli orti coltivati dietro casa. Sono vendute fuori dai supermercati e dai mercati centrali che presentano poca diversità di prodotti. Nella stagione secca se ne trovano meno, e principalmente se ne vendono di essiccate.

Fanno parte del vasto patrimonio di piante  spontanee da sempre usate per il consumo familiare e costituiscono un importante apporto nutritivo nella lunga stagione secca per tutti i membri delle comunità rurali. Difatti, la coltivazione di frutta e verdura negli orti familiari è sempre stata completata dalla raccolta che tradizionalmente costituiva la fonte maggiore di questi prodotti.

Foglie, semi, tuberi e frutti di moltissime piante da sempre completano la dieta degli abitanti dell’Africa australe rurale. Tra quelle citate, l’imbuhya (pigweed in inglese, Amaranthus hybridus il suo nome scientifico) è una varietà di Amaranto molto comune in Africa e viene usato alla stregua degli spinaci, cresce molto facilmente e i suoi semi possono essere usati anche come “grano”. Da molti infatti viene considerato come una delle “food crop” africane del futuro.

Raccolte da zone lontane dagli orti o dai campi sui quali è facile che siano stati usati prodotti chimici, l’integrità e i valori nutrizionali di queste piante sono altissimi. Fuori dai meccanismi del mercato ed accessibili con pochi emalangeni, la moneta swazi, anche le famiglie più vulnerabili possono accedere a queste piante ricche di sostanze nutritive. In qualche modo, l’informalità della raccolta e del commercio le rende accessibili a tutti. Non sono comunque sempre presenti nei mercati e, insieme ad altri fattori, il loro uso sta diminuendo a livello nazionale.

La conoscenza delle proprietà e degli usi di queste piante si sta erodendo di pari passo allo sfruttamento intensivo della terra: se nell’altopiano del Lubombo la raccolta di piante selvatiche non è particolarmente compromessa dai prodotti chimici, nel lowveld, dove più intenso è lo sfruttamento agricolo soprattutto dovuto alle coltivazioni su larga scala, queste piante stanno cominciando a scomparire.  Questo fenomeno è particolarmente grave se si considera che lo Swaziland è stato nei giorni scorsi classificato come il secondo paese con il più alto tasso di obesità nel continente africano e che una dieta diversificata e completa sta diventando sempre più rara.

 

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Stella
Stella Beghini è la nostra preziosa storyteller nella campagna “Ecolubombo, le filiere del cibo”: abbiamo raccontato e continueremo a raccontare le comunità della "Lubombo Region" attraverso le sue foto e le sue interviste ai protagonisti e alle protagoniste di questa avventura. Uomini e donne impegnati nel cambiamento e nel miglioramento delle proprie condizioni di vita attraverso la conservazione e la valorizzazione delle immense risorse presenti sul territorio.

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