Una questione identitaria: il cedro del Libano

Una questione identitaria: il cedro del Libano

Una costante lungo il percorso del LMT, che ti accompagna maestoso dall’alto delle vette libanesi, spazzolato dai venti ed elegante come i suoi nobili parenti alpini: il cedro del Libano. Passeggiando fra i boschi della Riserva di Cedri di Bcharre, una delle più protette e valorizzate di tutto il paese, incontriamo Youssef Towk, Conservation pioneer and environmental activist, una vita dedicata alla conservazione, protezione e valorizzazione ambientale di questo importantissimo elemento dell’ecosistema libanese.

“Il cedro del Libano può essere considerato  l’albero che si cita di più lungo la Storia. Se voi leggete la Bibbia il cedro del Libano è citato decine di volte. E’ stato anche il primo albero usato per costruire le navi e il nostro cedro del Libano viene dal Libano e così il contrario. Perché il cedro del Libano si trova in Libano, in Siria e in Turchia, e in Turchia ve ne sono dozzine di più. Ma l Libano è il primo, bisogna essere fieri. Il  Libano lo utilizza come emblema per la bandiera, etc etc. Il cedro del Libano è un albero che vive un centinaio d’anni.”

Ma le nuove generazioni riconoscono il valore del cedro del Libano?

“Sì spera che le giovani generazioni riconoscono il valore del cedro, della natura, degli alberi in generale, ma in particolare il cedro per il valore emblematico che ha. Il cedro del Libano è un albero sacro.”

Ed invece i turisti, ne apprezzano il valore naturalistico?

“C’è un problema con il turismo, perché il turismo se non è un turismo responsabile, è dannoso. Il turismo naturale può essere solo eco turismo. Bisogna che il turismo sia un turismo responsabile, rispettoso della natura,  bisogna pensare che se vogliamo che il turismo sia durevole deve essere protetto bene.”

In cosa consiste il tuo lavoro?

“Le osservo, le accudisco, mi prendo cura di loro. Ogni giorno giro per il parco e cerco, ascolto, guardo. E’ importante una manutenzione attenta, costante ed empatica. I Cedri sono alberi forti e longevi ma allo stesso tempo delicati, e poi l’incuria dell’uomo ed i cambiamenti climatici non aiutano…Però noi qui siamo bravi…”

Youssef, si allontana con una risata, si perde fra il verde dei suoi alberi maestosi e verdissimi. Lo seguiamo con lo sguardo mentre sereni e rigenerati, ci riempiamo i polmoni di puro ossigeno di montagna….

 

Versione inglese

This article is made possible in the framework of the project “Conservation and Development of Economic Opportunities on the Lebanon Mountain Trail” under the EU funded Reinforcing Human Rights and Democracy in Lebanon – Active Citizenship, AFKAR III program managed by the Office of the Minister of State of Administrative Reform (OMSAR). 

This publication has been produced with the support of the European Union. The content of this article is the sole responsibility of COSPE and can under no circumstances be regarded as reflecting the position of European Union and the  Office of Minister of State for Administrative Reforms (OMSAR). 

 

 

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