Le comunità locali sanno sempre e dovunque come produrre cibo. Combinando raccolta, agricoltura, caccia e pesca hanno accumulato nel tempo un patrimonio immenso di risorse e conoscenze in grado di offrire risposte a problematiche e bisogni diversi, legati ad una innumerevole varietà di contesti, e al loro continuo evolversi.

Il sistema economico dominante tende ad azzerare questo patrimonio, e ad espropriare le comunità di questo ruolo: si impongono modelli di tipo industriale che accentrano nelle mani di pochi il potere di produrre e distribuire il cibo con tecniche insostenibili che mettono a rischio la disponibilità delle risorse chiave necessarie alla vita delle comunità come suoli, acqua, foresta, biodiversità.

La produzione del cibo è diventata così uno snodo decisivo dove si incrociano tutte le criticità dell’attuale modello di sviluppo: la centralizzazione delle forme di potere e di controllo, l’omologazione culturale, l’aggressione all’ambiente, la negazione dei diritti delle comunità e delle persone.

Per questo COSPE è impegnato in modo coerente a riportare la produzione del cibo nelle comunità locali: che sanno come nutrire le persone prendendosi insieme cura del proprio territorio.

E’ un impegno che mette al centro il sostegno all’agricoltura familiare e contadina e le alleanze tra la comunità dei produttori e quella dei consumatori. E che prevede l’integrazione dell’agricoltura di auto-consumo con l’agricoltura commerciale, e delle filiere produzione-trasformazione-mercato, insieme al riconoscimento dei diritti di accesso alla terra. Specialmente per le donne, spesso svantaggiate dalla legge anche se gestire il cibo, in tutti i suoi passaggi dalla produzione al consumo, sia sempre compito loro.

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