La biodiversità amazzonica che ha ispirato la “gastronomia verde”

La biodiversità amazzonica che ha ispirato la “gastronomia verde”

In America Latina abbiamo ancora circa 500 gruppi etnici e quindi 500 modi di guardare al mondo e alla natura, diversi dal paradigma occidentale. La cultura mesoamericana ha una profonda conoscenza dei semi, del suolo e dell’ambiente in generale, e soprattutto ha un atteggiamento spirituale riguardo l’uso della terra, non solo per una questione utilitaristica, ma in una dimensione più profonda partendo dal concetto di Pachamama. Molte pratiche tradizionali non hanno una ragione produttiva in se stesse, si tratta piuttosto di rituali che a volte sono difficili da capire, ma fanno parte della ricchezza della conoscenza. E proprio “Pachamama” si chiama il progetto che stiamo avviando con COSPE nell’Amazzonia boliviana.

Un territorio che ricopre quasi metà della superficie totale del paese e che costitutisce un patrimonio ambientale indispensabile. Per questo fin dal 19esimo secolo è stato sfruttato per l’estrazione di oro, petrolio, legname e per l’espansione dell’agrobusiness, legato alla soia. Tutto questo ha sempre costituito una minaccia per le comunità indigene. Oggi più che mai la soluzione passa dalla salvaguardia della biodiversità e dallo sviluppo dell’agroecologia, una pratica che può permettere sia un ingresso economico alle famiglie di contadini che vivono in queste zone sia la tutela dell’ambiente: d’altra parte i contadini e gli indigeni che gestiscono gli agroecosistemi hanno acquisito una conoscenza tradizionale della natura che ha permesso loro di sviluppare in modo autonomo sistemi produttivi che stanno alla base dell’agroecologia modernamente intesa. Inutile dire che al centro di tutto questo ci sono le donne, motore della società e dell’economia del paese rurale. E che il nostro progetto è orientato al loro protagonismo, come custodi della sovranità alimentare. Con “Pachamama” e il progetto “Ayllus”, che lavora nei dipartimenti del Beni e del Pando, stiamo lavorando al rafforzamento delle comunità indigene. Cuore della nostra cultura. Oggi in Bolivia, grazie alle iniziative di alcuni produttori e consumatori e, ultimamente con il coinvolgimento di alcuni Comuni, sono emerse fiere ecologiche in diversi Dipartimenti del paese. Queste fiere, denominate fiere biologiche, fiere ecologiche e micro fiere, sono spazi per la promozione e il marketing locale di prodotti biologici e hanno la prospettiva di migliorare l’inserimento o l’accesso a mercati alternativi per i produttori biologici e, per i consumatori, l’accesso a alimenti sani. Ad esempio, nella biodiversità della Amazzonia boliviana, i sapori e i profumi dei suoi prodotti e la conoscenza ancestrale dei popoli indigeni sono differenziati per la loro conoscenza di ingredienti amazzonici e l’utilizzo nelle ricette che hanno ispirato la cosiddetta “gastronomia verde”, una proposta culinaria che mostra il valore dei prodotti amazzonici, ma contiene anche un forte messaggio di conservazione della biodiversità delle foreste della Bolivia.

Per questo motivo, è una vera rivelazione sentire in prima persona come, scegliendo prodotti generati in modo sostenibile, pulito ed etico, si fa la differenza nelle comunità che oggi vogliono rimanere e preservare il proprio ambiente.

 

 

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