Futuro di miele: una cooperativa e 90 arnie per ripartire nella Lubombo region

A Tikuba si arriva dopo un saliscendi di collinette dolci, tipiche di tutta questa zona, su strade dissestate di terra rossa che attraversano campi riarsi e pieni di sterpi. La siccità quest’anno è stata implacabile e fino a poco tempo fa si trovavano carcasse di animali lungo il ciglio della strada. In lontananza si distinguono chiaramente chiazze di verde, sono le coltivazioni di canna da zucchero, che si estendono per chilometri  e che hanno continuato ad essere irrigate. “ Lì è sempre primavera” ci dicono gli abitanti della comunità della Lubumbo region. Una delle più belle, una delle più povere.  Qui alcuni contadini, allevatori e apicoltori si sono riuniti in piccole cooperative  e gestiscono alcune attività produttive che permettono loro di migliorare gli ingressi delle famiglie. Tra di loro la famiglia di Salomon. Nel loro terreno e in quello adiacente, comunitario, ospitano le 87 arnie fornite dal progetto COSPE: “ Siamo da sempre una famiglia di apicoltori – dice Busisive, la moglie  –  ma poi 15 anni fa, un incendio  appiccato per ripulire dalle  sterpaglie i campi, ha attaccato anche il centro di processazione del miele e da lì la nostra attività è entrata in crisi”.  Come tutti da queste parti, Salomon e Busisive coltivano il terreno familiare per la sussistenza ma è sulla nuova attività legata la miele a cui oggi affidano tutte le loro speranze: “Con le nuove arnie riusciremo a produrre miele a sufficienza per entrare sul mercato locale, con le etichette “Ecolubombo”,  e mettere da parte un po’ di denaro da reinvestire in altre attività”. I membri della cooperativa del miele qui a Tikuba sono 13 e si incontrano nella casa di Salomon anche se vivono più lontano. Ogni arnia può produrre fino a 4 barattoli di miele che sul mercato fruttano 20 malangeni l’uno (1,30 euro). “Per la media dei salari della comunità è un buon prezzo e ci permette di vivere meglio”. Ma la siccità quest’anno ha reso difficile anche la produzione del miele. “I fiori sono sbocciati in ritardo o sono appassiti e se le api non trovano acqua e cibo, scappano o muoiono”. Tutto è legato all’acqua, E da queste parti è davvero un problema. Raramente ci sono sistemi di irrigazione o di conservazione dell’acqua piovana e i contadini della zona sono le prime vittime dei cambiamenti cimatici e della mancanza di infrastrutture. “ Intanto però si guarda avanti, oggi sono arrivate le nuove forniture di arnie e questo è il periodo in cui, con qualche settimana di ritardo, dovrebbero arrivare le api”. “La produzione del miele – dice ancora Busisive- è una tradizione per noi ma  anche una passione: il miele è un medicinale, serve a curare molte cose e poi, sempre con le api, produciamo anche la cera. Differenziando così anche la produzione”. Tutti i membri della cooperativa di apicoltori hanno partecipato a corsi di marketing otre che di tecniche apicole e quando parlano ci dimentichiamo per un attimo di trovarci in cima ad una collina brulla sotto una casetta di terra rossa e sogniamo , con loro, che un giorno la produzione del miele targato Ecolubombo possa essere fiorente e riconosciuta a livello nazionale.

 

* Pamela Cioni – missione dicembre 2015

COSPE

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